Finalmente il biotestamento è legge. Oggi siamo più liberi

 «Occorre curare non un corpo, ma una persona, nel rispetto delle sue idee»

«Ho creduto in questa difficile e giusta battaglia sin da prima di entrare in Parlamento, quando sui territori organizzavamo campagne di informazione e raccolta firme per introdurre i Registri Comunali per le Disposizioni Anticipate di Trattamento come forma di pressione per ottenere una giusta legge. L’ho fatto insieme a tanti cittadini volontari, a rappresentanti di partito e Associazioni, incontrando il favore della gente nelle piazze, ai banchetti»: così il Deputato Franco Bordo.
«Tre sono i principi fondamentali della legge: il primo è quello del consenso informato, base di legittimità del trattamento sanitario, come già espresso nella nostra costituzione, all’art. 32: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. Per questo, si apre alla possibilità di chiedere l’interruzione delle cure. Deve essere chiaro: in questo testo non vi è alcuna legittimazione dell’eutanasia come atto che porta rapidamente alla morte, né si prevede il suicidio assistito. Il testo, quindi, si basa sulla distinzione che rifiutare le cure non è eutanasia: “il rifiuto delle terapie medico-chirurgiche, anche quando conduce alla morte, non può essere scambiato per un’ipotesi di eutanasia, ossia per un comportamento che intende abbreviare la vita, causando positivamente la morte, esprimendo piuttosto tale rifiuto un atteggiamento di scelta, da parte del malato, che la malattia segua il suo corso naturale”. Il secondo principio è una nuova interpretazione della relazione di cura tra medico e paziente. L’obiettivo è la salute della persona intesa come la intende l’OMS, e cioè il miglior stato di benessere fisico-psichico-relazionale conseguibile da chi è curato. “Cura” intesa quindi come farsi carico del malato in modo complessivo, cioè considerando sempre che si cura la persona e non solo un corpo. Con il pieno rispetto di una persona e delle sue idee, relazioni affettive, storia personale e fede religiosa. E infine l’inserimento delle Disposizioni Anticipate di Trattamento con il nuovo strumento della pianificazione anticipata delle cure», spiega il parlamentare.
«Questa legge, che permette al nostro Paese di fare un passo in avanti decisivo in tema di diritti e dignità delle persone, era attesa dalla stragrande maggioranza degli italiani. Oggi siamo più liberi. Liberi di scegliere», conclude Franco Bordo.