Limiti di velocità sulla Paullese: urge omogeneità

Il Deputato ha inviato una lettera al Presidente della Provincia di Cremona e al Sindaco e alla Consigliera alla Mobilità milanesi

«Come facilmente si apprende dalla stampa, se non si ha modo di usufruire direttamente del tratto stradale in oggetto, gli utenti della Paullese sono disorientati e ingannati dal continuo cambiamento dei limiti di velocità sul tratto raddoppiato in territorio milanese»: si apre così una lettera che Franco Bordo, Deputato di Articolo Uno – Movimento Democratico e Progressista, ha inviato al Presidente della Provincia di Cremona Davide Viola, al Sindaco di Milano Giuseppe Sala e alla Consigliera milanese alla Mobilità Siria Trezzi.
«Nei giorni scorsi il Comune di Peschiera Borromeo ha emesso un’ordinanza che riduce l’andatura consentita lungo la superstrada da 90 a 70 km/h, ma solo nel primi 4 chilometri, per poi tornare a 90 nei successivi 4 e poi ripassare a 70 km/h sino al chilometro 13,3. A ciò si aggiungono i differenti limiti nel tratto non ancora raddoppiato tra Zelo-Paullo e il cavalcavia della provinciale Cerca. Una soluzione disomogenea, che crea un peggioramento nello scorrimento del traffico e disorientamento nelle migliaia di automobilisti che ogni giorno viaggiano lungo l’ex statale per raggiungere Milano e i territori limitrofi», prosegue il parlamentare. «Nel tratto cremasco tutto raddoppiato si viaggia tranquillamente sino a 110 km/h, mentre al ponte di Spino si è costretti a rallentare, successivamente non si possono superare i 70 e in alcuni tratti si scende a 50. Quando ricomincia il tratto di superstrada a due corsie per ogni senso di marcia, è un susseguirsi di limiti che oscillano tra i 70 e i 90 km/h», sottolinea Bordo.
«Capisco e condivido che debbano essere adottate le necessarie misure di sicurezza stradale, ma credo che questi continui e repentini cambi di limiti di velocità, senza che vi sia una regia omogenea della gestione del traffico, possano creare, come ho anticipato, un’ulteriore problematica per gli utenti della strada, senza andare incontro alle necessarie misure di tutela dell’utente», aggiunge il Deputato. «Sollecitato da alcuni pendolari, mi permetto di chiedere alla Provincia di Cremona e all’area metropolitana di Milano di attivarsi affinché al più presto si concerti un modello di traffico su un tratto di strada fondamentale per tutti i cittadini che dal cremasco devono recarsi nel milanese», conclude Franco Bordo.