Scannabue: presepe e illegalità non vanno d’accordo, ecco la mia interrogazione al Ministro Minniti

Con grande stupore abbiamo appreso che, anche questo Natale, è trascorso con la sottovalutazione
dell’aspetto sociale della legalità.
Di fatti, sul territorio cremasco, nel comune di Palazzo Pignano, a Scannabue, ancora una volta è stato installato un “presepe vivente” targato Fazenda Rocco.
Ci teniamo a sottolineare che il titolare dell’azienda (Rocco Cristodaro) risulta sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per la durata di 3 anni e 6 mesi e che a lui e al fratello Domenico sono stati confiscati beni per un totale stimato in circa 5 milioni di euro, provvedimento avvenuto dopo accertamenti della Guardia di Finanza, che ha individuato una fitta rete di aziende e prestanome utilizzati per schermare un patrimonio realizzato mediante condotte illegali.
Ai due sono, infatti, contestati reati quali evasione fiscale, emissioni di fatture false e favoreggiamento all’immigrazione clandestina, oltre a risultare, dagli accertamenti della magistratura, come i “contabili del clan Mangano”, una delle famiglie di spicco di Cosa Nostra nel nord Italia.
Si ritiene allarmante come personaggi in questa posizione possano trovare facilmente spazio in iniziative pubbliche di questo genere, come già avvenuto con altre manifestazioni commerciali, gastronomiche e sportive.
Ampiamente è stato relazionato, e ci è stato confermato anche dall’On. Claudio Fava, in visita a Crema nel giugno 2017, dai rapporti nazionali antimafia, quanto questo modus operandi sia adottato per le infiltrazioni mafiose nel nord Italia, dove, proprio nelle manifestazioni di pubblico interesse, avvallate dalle amministrazioni pubbliche, trovino spazio, pubblicità e consenso, personaggi legati alla criminalità organizzata. Si veda, ad esempio, il processo Aemilia, che coinvolge anche parte del territorio cremonese.
Risulta alquanto singolare come sia proprio in un comune governato dalla Lega che questo sia possibile.
Leggiamo le dichiarazioni del Sindaco che si dice ora cosciente della gravità della situazione ma non sembra fare nulla per impedire che questi episodi continuino a ripetersi.
Inoltre sottolineiamo come sia incoerente questa lasciva noncuranza, visto che la propaganda leghista lotta ferventemente contro l’immigrazione e, a Scannabue, dona pubblicità e visibilità ad un personaggio cui sono contestati reati legati proprio all’immigrazione clandestina.
Sull’argomento, in data odierna è stata depositata un’interrogazione parlamentare da parte dell’On Franco Bordo di Liberi e Uguali.
Considerato che i fatti che riguardano il Cristodaro e la Fazenda Rocco sono anche contenuti nelle relazioni che la Commissione Antimafia invia al Parlamento e al Governo, il Deputato intende sapere se il Governo (tramite le sue articolazioni territoriali) è informato dei fatti e quali azioni intende assumere per bloccare tali attività, tese a promuovere ed accreditare nel tessuto sociale del territorio persone e attività coinvolte in gravi reati.

 

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