Una visione ambiziosa, completa ed attuabile per il centro sinistra della Lombardia

E’ la qualità di una proposta a renderla appetibile e votabile ed è necessario, in questo tempo complesso e fluido, imparare a ragionare e a dialogare con aree piuttosto che con veri schieramenti cercando di includere e far appassionare alle idee e alle visioni quanti più concittadini possibile affinché il loro contributo fornisca un quid di valore irrinunciabile. È per questo che sono necessarie le primarie, se si vuole costruire un’alleanza politica che si pone l’obiettivo di governare la Lombardia in alternativa ai vent’anni di Formigoni e Maroni.

A Gori, Sindaco di Bergamo e possibile candidato alla Presidenza della Regione, vorrei dire che Formigoni era il portabandiera di una visione delle cose (piuttosto che di una visione del mondo) funzionale ad uno specifico gruppo di potere legato a doppio filo a CL. Gli interessi che si sono movimentati con il pretesto del “cittadino al centro” si contano nell’ordine delle centinaia di milioni di € che sono stati riversati, a solo titolo esemplificativo, nel settore sanitario di tipo privatistico incentivando quindi l’idea di mercato, di commercio e di rincorsa al profitto applicato alla salute (e alle malattie) dei cittadini.

L’ecologia così fondamentale nella regione con la più alta densità abitativa ed industriale d’Italia era una parola sconosciuta al vocabolario politico del celeste pluri indagato e condannato.

L’ipotesi maroniana non appare certo migliore: è un proseguimento dell’impianto formigoniano, una politica basata sugli affari, per i soliti noti, per la solita cerchia.

La coalizione di centro sinistra deve riuscire a portare una propria visione integrata ed organica che sappia coniugare progresso economico sociale ed ecologico, ben sapendo che solo un’ottica in grado di segnare la discontinuità con l’utilizzo della cosa pubblica per fini economici o propagandistici può risultare vincente. Fare la brutta copia del centro destra non porta certo da nessuna parte se non a risultati deludenti e a rotture interne di cui, ai cittadini lombardi, interessa ben poco.

Dobbiamo, come centro sinistra unito, continuare a costruire insieme un visione del mondo capace di restituire a tutti i lombardi la dimensione della trasparenza, dell’equità, del progresso a 360°. Un’ipotesi ambiziosa e completa ma al contempo attuabile e contestualizzata nelle dinamiche e nelle caratteristiche della nostra regione è l’unica strada che dobbiamo percorrere insieme.

Sarebbe meglio che Gori lasciasse da parte Formigoni e compagnia e si occupasse di più dei cittadini che aspettano proposte e soluzioni ai problemi che quotidianamente sono obbligati ad affrontare e spesso subire per scelte e comportamenti sempre più sbagliati da parte del centrodestra lombardo.