Vittorio Emanuele, un rientro con troppi onori e oneri

Interrogazione parlamentare presentata dal Deputato alla Presidenza del Consiglio e al Ministero della Difesa

«All’indomani della marcia su Roma delle squadre fasciste, Benito Mussolini ricevette dal re Vittorio Emanuele III l’incarico di formare il governo»: si apre così il testo che il Deputato Franco Bordo ha inviato sotto forma di interrogazione alla Presidenza del Consiglio e al Ministero della Difesa. «Vittorio Emanuele III firmò le cosiddette leggi fascistissime, con cui furono sciolti tutti i partiti politici tranne quello fascista e fu instaurata la censura sulla stampa, e le leggi razziali, che introdussero discriminazioni nei confronti degli ebrei», prosegue il parlamentare.
«Vittorio Emanuele III osservò, senza opporre resistenza, il completo asservimento dell’Italia fascista alla Germania nazista; nella notte tra l’8 e il 9 settembre fuggì, lasciando l’esercito italiano allo sbando e provocando 20 mila perdite e oltre 800 mila prigionieri; morì nel 1947 ad Alessandria d’Egitto, in esilio», aggiunge Bordo.
«Nessun tribunale ha avuto modo di processare Vittorio Emanuele III: la sua salma è rientrata in Italia a bordo di un volo dell’Aeronautica militare, atterrato il 17 dicembre all’aeroporto di Cuneo. Alla partenza ad Alessandria d’Egitto erano presenti i familiari e l’ambasciatore italiano al Cairo, Giampaolo Cantini. La salma è stata tumulata al santuario di Vicoforte di Mondovì, accanto a quella della regina Elena», si legge nel testo dell’interrogazione.
«La Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e il Presidente emerito dell’ANPI, Carlo Smuraglia, hanno espresso parole di sdegno e sconcerto rispetto alla decisione di rientro della salma e alla sua modalità. Quali procedure sono state adottate per autorizzarne il rientro? E con quali motivazioni? Perché l’ambasciatore italiano al Cairo ha presenziato alla partenza della salma? E infine, perché lo Stato Italiano ha messo a disposizione un mezzo dell’Aeronautica militare per il trasporto della salma, considerato che le ragioni diffuse dai mezzi d’informazione, di stampo umanitario, sono palesemente insussistenti?», conclude Franco Bordo.

Cliccare per scaricare l’interrogazione